Mononucleosi sintomi e cura in adulti e bambini

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La mononucleosi – di che malattia si tratta e come si manifesta? La mononucleosi infettiva, in primo luogo, è caratterizzata da sintomi provocati dal virus di Epstein-Barr (EBV). Questa malattia viene diagnosticata più frequentemente negli adolescenti, tuttavia è possibile ammalarsi di mononucleosi a qualsiasi età.



È possibile essere contagiati dal virus di Epstein-Barr attraverso la saliva, per cui a volte mononucleosi viene chiamata la “malattia del bacio”.

La persona che si ammala di mononucleosi manifesta febbre alta, linfonodi ingrossati e mal di gola. Per fortuna, nella maggior parte dei casi la mononucleosi si presenta in forma leggera e non richiede terapie serie. L’infezione di per sé non rappresenta un pericolo per l’organismo umano e generalmente si risolve spontaneamente in uno-due mesi.

Perché ci ammaliamo di mononucleosi?

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Il virus di Epstein-Barr, la causa della mononucleosi, fa parte del gruppo degli herpesvirus ed è uno dei virus più diffusi sul nostro pianeta. Il virus si trasmette da uomo a uomo attraverso un contatto diretto con la saliva, e non si diffonde attraverso il sangue. È possibile contagiarsi con la mononucleosi se una persona ammalata starnutisce o tossisce nelle immediate vicinanze, inoltre il virus si trasmette con baci, per l’utilizzo di stoviglie comuni o mangiando dallo stesso piatto. I primi sintomi della malattia si manifestano dopo quattro-otto settimane dal contagio. I sintomi vengono percepiti dal 35-50% di adolescenti e adulti, nei bambini la mononucleosi si risolve normalmente senza provocare sintomi.

Fattori di rischio

Nel gruppo di rischio per il contagio con la mononucleosi rientrano i seguenti gruppi di persone:

Giovani di età fra 15 e 25 anni

Studenti

Medici e personale sanitario

Infermieri

Lavoratori di hospice

Persone in cura con immunosoppressori

In generale, fanno parte del gruppo di rischio tutti coloro che hanno frequenti contatti con molte persone, ed è il motivo per cui ad ammalarsi più frequentemente sono gli studenti di scuole e università.

Sintomi della mononucleosi

Il periodo di incubazione del virus è di quattro-otto settimane. Segni e sintomi della mononucleosi di regola persistono per uno o due mesi. Durante la mononucleosi vengono descritti stati come febbre alta, mal di gola, ingrossamento dei linfonodi sul collo e sotto le ascelle, mal di testa, stanchezza, debolezza muscolare, ingrossamento delle tonsille, aumentata sudorazione notturna. In alcuni casi, può essere diagnosticato un ingrossamento del fegato o della milza, e non sono stati descritti casi letali di mononucleosi.

La difficoltà nella diagnosi della mononucleosi sta nella somiglianza dei suoi sintomi con quelli delle altre malattie, ad esempio influenza. Se dopo due settimane di cure (alimentazione sana, abbondante assunzione di liquidi e riposo) i sintomi non regrediscono, si consiglia di rivolgersi al medico.

Alcuni pazienti possono manifestare uno o più sintomi, altri non ne hanno ma nella maggior parte dei casi la malattia si risolve da sola e senza alcuna terapia entro 2-4 settimane. In rari casi negli adolescenti si descrivono fenomeni residui come stanchezza prolungata e un periodo lungo di affaticabilità.

Diagnosi della mononucleosi

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Per una diagnosi precisa in caso si sospetti una mononucleosi, dopo l’esame obiettivo può essere necessario un esame del sangue. L’età del paziente ha anch’esso un ruolo nella diagnosi, poiché è noto che sono gli adolescenti ad ammalarsi più spesso. In caso di mononucleosi, il sangue avrà una concentrazione elevata di leucociti, anche se di per sé questo fatto non basta a confermare la presenza di un’infezione.

Oltre a questo, può essere effettuata la ricerca degli anticorpi nel sangue ma nella fase iniziale il livello degli anticorpi potrebbe essere troppo basso per essere rilevato e l’analisi andrà ripetuta dopo 10-14 giorni.

La terapia della mononucleosi

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Al giorno d’oggi non esiste una terapia speciale e un vaccino antivirale per la mononucleosi. Per la cura del mal di gola e dell’ingrossamento delle tonsille a volte vengono prescritti dei corticosteroidi.

Concettualmente, la terapia della mononucleosi non è diretta verso l’eradicazione del virus ma all’alleggerimento dei suoi sintomi: durante la malattia si consiglia di assumere abbondanti liquidi, riposarsi, bere brodo di pollo ed assumere eventuali farmaci prescritti dal medico. In caso di peggioramento dei sintomi o della comparsa di dolori addominali, è necessario rivolgersi immediatamente al medico: tali sintomi possono essere causati dalla rottura della milza – una complicazione rarissima della mononucleosi che rappresenta un serio pericolo per la vita.

Complicanze della mononucleosi

Raramente la mononucleosi viene accompagnata da complicanze serie, a volte il virus può causare sovrainfezioni secondarie, in particolare faringiti, sinusiti o tonsilliti acute. In rari casi la mononucleosi può provocare un ingrossamento della milza, in questi casi si sconsiglia la pratica degli sport o sforzi fisici particolarmente sostenuti. La mononucleosi può inoltre provocare l’epatite (una leggera infiammazione epatica) o un versamento della bile. Fra le complicanze estremamente rare si annoverano l’anemia, trombocitopenia (riduzione della conta piastrinica), miosite, meningite o la sindrome di Guillain-Barrè, un ingrossamento critico delle tonsille con conseguente asfissia.

I sintomi della mononucleosi raramente persistono oltre i quattro mesi, la maggior parte dei pazienti guarisce entro due-quattro settimane. Se i sintomi della malattia permangono oltre i sei mesi, si parla di mononucleosi cronica. Il virus di Epstein-Barr lascia nell’organismo umano un’infezione non attiva che in casi rarissimi, dopo anni, può causare delle rare malattie oncologiche – il linfoma di Burkitt e il carcinoma nasofaringeo.



In caso di mononucleosi nei bambini si sconsiglia l’assunzione di aspirina poiché quest’ultimo può provocare la comparsa della sindrome di Reye che a sua volta comporta l’insufficienza epatica e può condurre alla morte.

Purtroppo, escludere totalmente il rischio di contagio della mononucleosi non è possibile. Anche persone sane che sono guarite dalla malattia possono in qualunque momento trasmettere la malattia alle persone vicine. Secondo alcuni dati, qualunque persona prima dei 35 anni viene infettata dal virus EBV e sviluppa anticorpi per combattere la malattia. Di regola, una persona si ammala di mononucleosi una sola volta nella vita.


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